PRIMO ED UNICO ESEMPIO IN ITALIA: FIRMATO IL PROTOCOLLO DI INTESA TRA REGIONE PIEMONTE ED ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI.

Quest’oggi, 05 dicembre 2016, l’Assessore Regionale alle Politiche sociali, casa e famiglia Augusto Ferrari e l’Ordine Assistenti Sociali della Regione hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa, al fine di adempiere a quanto previsto dalla delibera di Giunta del 19 ottobre 2015, avente per oggetto il “Patto per il sociale 2015-2017” .

A seguito di tale stipula la Regione Piemonte si impegna a coinvolgere l’Ordine del Assistenti sociali nei Tavoli o negli altri contesti individuati di riflessione e ricerca ed a mettere a disposizione le informazioni in possesso sui temi previsti dagli assi strategici individuati dal Patto per il sociale, garantendo, ove consentito dalle norme, l’accesso alle banche dati regionali.

L’Ordine degli assistenti sociali del Piemonte si impegna altresì a mettere a disposizione le proprie competenze e conoscenze teoriche, metodologiche, deontologiche ed esperienziali anche avvalendosi degli iscritti e degli esperti sulla materia; utilizzare i propri canali di comunicazione per coinvolgere nei processi necessari al raggiungimento degli scopi comuni i circa 2400 assistenti sociali piemontesi; garantire la presenza di idonei professionisti ai Tavoli di lavoro e negli altri contesti individuati per la riflessione-ricerca sui temi del welfare.

A tal proposito la Dottoressa Rosina, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali del Piemonte, afferma: “Stiamo parlando della possibilità di una collaborazione e della possibilità al dialogo.

Il protocollo vuole mettere a sistema proprio questo: una collaborazione a riflettere, attraverso tavoli di innovazione sociale, che abbiano una ricaduta positiva sui cittadini stessi, primi indirizzari del nostro agire.

Ci diamo l’ambizione di capire quali siano gli interventi che funzionano, con lo studio delle vulnerabilità, attraverso una commistione di ambiti, commistione che per l’attivazione del SIA si è già rivelata positiva.”

Dal canto suo l’Assessore Ferrari ci tiene a sottolineare che: “La firma di questo protocollo rappresenta un incontro virtuoso tra l’amministrazione regionale e l’ordine degli assistenti sociali e dunque tra coloro che hanno la responsabilità politica di chi deve organizzare le linee programmatiche e chi agisce fattivamente sul territorio, in modo tale che questa azione avvenga coerentemente.

Declinare le linee del patto per il sociale , anche alla luce delle disposizioni nazionali, significa istituire strumenti che aiutino la partecipazione attiva e diretta dell’ordine degli assistenti sociali, come protagonista attivo e non più come solo esecutore.

Uno dei temi fondamentali dal quale abbiamo iniziato a lavorare in questo senso è il contrasto alla povertà, tramite il SIA, ovvero il sostegno di inclusione attiva, partito già da alcuni mesi in Piemonte.

Questa è un’opportunità fondamentale affinché il sostegno che il SIA sta mettendo in

campo sia contestualmente integrato da progetti che rispondano ai bisogni delle famiglie, lavorando sul territorio con lo scopo di dare accompagnamento al contributo economico, attraverso un’emancipazione della propria condizione di dipendenza dal bisogno.

Per questo motivo abbiamo la necessità, lungo questi percorsi, di costituire una forte regia pubblica.

A questo proposito è fondamentale la comunione di intenti.

Vorremmo che il Piemonte costruisse un modello in materia, che ci avviamo a stabilizzare con questo protocollo.

Abbiamo iniziato ad agire sul fronte della povertà poiché si tratta di un’emergenza; infatti stiamo lavorando affinché lo strumento del SIA non rimanga uno strumento isolato e a questo proposito vogliamo iniziare un percorso anche in ambito socio-sanitario, settore molto delicato.

Non stiamo parlando di trasmissione di risorse, ma di firmare un protocollo al fine di suggellare un accordo di intenti e di obiettivi condivisi.”

In questo senso è stato compiuto un importante passo verso l’obiettivo proprio del Patto per il sociale: attivare una dinamica partecipativa, capace di coinvolgere una pluralità di attori territoriali in una logica di reciprocità e di corresponsabilità.

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